Finisterre – Un Italiano in Bretagna

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Rivista di turismo, cultura e vacanze per gli italiani che amano la Bretagna

Storia

Storia della Bretagna raccontata da un profano – 1° parte: dalla preistoria fino ai Gallo-Romani

prima parte : dalla preistoria fino ai Gallo-Romani
seconda parte : dalla nascita della Bretagna fino al Ducato Indipendente
terza parte: dal Ducato Indipendente fino ai giorni nostri

Questo articolo parla della storia della Bretagna, cioè della storia di una regione attuale della Francia, dalla preistoria fino a quasi i giorni nostri. Storia corta per non annoiare e raccontata da un profano tale quale sono.

Geografia

Iniziare un testo sulla storia della Bretagna parlando di geografia può sembrare incongruo ma bisogna sapere di cosa si parlerà:

By derivative work: QuartierLatin1968 (talk) Carte_de_France_178
Wikipedia dominio publico

La Bretagna é una regione della Francia, situata a nord-ovest, contornata dall’Atlantico, dalla Manica fronte alla Gran Bretagna, e dal resto della Francia. E composta da quattro province o dipartimenti, cominciando dalla punta, Finistère, Côtes d’Armor, Morbihan e Ile et Vilaine. Quando si parla di storia della Bretagna, si parla spesso di “Bretagna storica” inserendo anche la zona di Nantes.


Preistoria

Il menhir di Lostmarch sulla penisola di Crozon
Il menhir di Lostmarch sulla penisola di Crozon

Paleolitico – La Bretagna é abitata da almeno 700.000 anni, a Plouhinec vicino a Audierne nel Finistère si trovano i più antichi reperti europei di utilizzazione del fuoco, datati 400.000 anni. I gruppi umani erano nomadi cacciatori raccoglitori. Passano 100.000 anni e ritroviamo i nostri uomini non ancora sapienti vicino a Carnac dove vivevano in grotte calcaree sulla costa, vista mare, con al massimo qualche bifacciale per tagliare l’arrosto. Verso la fine di questo periodo, arrivano in Bretagna uomini nuovi sapienti, venuti da est (tutti venivano da est, nessuno é mai venuto da ovest in Bretagna).

La tavola dei mercanti a Locmariaquer
La tavola dei mercanti a Locmariaquer

Neolitico – E passato tutto il mesolitico e non ce ne siamo quasi accorti, arriviamo a  -5.000 e i nostri uomini sapienti hanno imparato a tagliare il granito e hanno paura della morte. Siamo all’epoca della civiltà detta dei megaliti (grosse pietre). In Bretagna, questa civiltà ha lasciato molti reperti, e molte incognite. Gli allineamenti di menhir a Carnac naturalmente ma anche il tumulo di Bernanez vicino a Morlaix, il sito della Tavola dei Mercanti a Locmariaqeuro quello dell’isola di Gravinis lì vicino. “Ricordati che devi morire” diceva il Savonarola (e Massimo Troisi se lo segna proprio). Il culto dei morti é grande committente di lavori, e stimolatore di risorse, gli uomini di questi tempi arrivano a trasportare pietre di 200 tonnellate senza neanche un caterpillar, per distanze di decine di chilometri. Insieme ai tumuli la civiltà megalitica é caratterizzata dai menhir che tutti conosco per averli visti in groppa a Obelix. A Carnac di menhir ce ne sono migliaia tutti in fila e ancora nessuno sa esattamente perché.

Menhir e dolmen (pietra lunga e pietra piana semplicemente),  ce ne sono un po’ dappertutto in Bretagna, da citare il grand menhir brisé (rotto) a Locmariaquer e il più alto ancora in piedi a quasi 10 metri: il menhir di Kerloas su un altura vista mare vicino a Pluarzel nel Finistère. Gli uomini di questo periodo in Bretagna erano diventati sedentari, allevatori e coltivatori, usavano il fuoco per bruciare la foresta e creare spazi coltivabili, usavano asce in pietra levigata prodotte in quantità e esportate.


Bronzo, ferro e arrivano i Celti

Siamo nel -3.000, in Bretagna, le grandi pietre sono state abbandonate e il nome delle epoche non finisce più in -litico. Incomincia l’era dei metalli e delle leghe a partire dal bronzo. In Bretagna terra ricca di giacimenti di stagno, si sviluppa una fiorente industria di asce di bronzo, che sono esportate in tutta Europa. Asce che si ritrovano oggi in molti musei in Bretagna. Il bronzo é utilizzato anche per fare oggetti taglienti e ornamenti. L’età del bronzo dura per 2.000 anni niente meno. Poi verso il -1.000 dall’Europa centrale, arriva una nuovo metallo più duro e resistente, il ferro. Insieme al ferro arriva da est (sempre da est) anche un popolo, che padroneggia l’arte del ferro e delle armi più potenti che si possono fare con questo metallo, i Celti, che i Romani chiameranno Galli.

« Pierre gravee bure » par Letazwiki — Travail personnel. Sous licence CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Pierre_gravee_bure.jpg#/media/File:Pierre_gravee_bure.jpg
« Pierre gravee bure » par Letazwiki — Travail personnel. Sous licence CC BY-SA 4.0 via Wikimedia Commons –

I Celti arrivano tardi nella regione che chiamano Armonica (il paese sul bordo del mare). Organizzati in clan, un po’ indisciplinati bevitori di birra, allevatori di maiali, amanti della musica da festa e danzatori in circolo, ma anche dotati di senso artistico astratto. Con una religione mistica e druidi che fungono da maghi, curatori e consiglieri. Insomma Asterix e Obelix prima di Giulio Cesare. I Celti portano una lingua germanica che dopo essere andata a spasso in Gran Bretagna, tornerà e resterà in Bretagna fino ad oggi. Ma a dispetto di alcuni l’importanza dei Celti nella storia dell’Armonica/Bretagna é relativa. L’eredità celtica in Bretagna é la stessa di quella lasciata nel resto dell’Europa, con la differenza della lingua bretone che é effettivamente di origine celtica, ma che é arrivata un Bretagna dietro ai bretoni qualche centinaia d’anni più tardi. La foto accanto (Wikipedia) del simbolo celtico per eccellenza il Triskel, viene da un sito nel est della Francia vicino alla Germania.

Digressione: da dove viene questa forte attribuzione attuale della Bretagna alla origine Celtica? L’associazione mondo celtico – Bretagna si é sviluppata a partire dagli anni 70 dietro la riscoperta della musica tradizionale. In seguito, l’immaginario del mondo celtico é stato ripreso per desideri: (alla rinfusa nella lista) naturalistici, turistici, separatisti, esoterici, politici, indentitari. 


Inizio della Storia – Arrivano i Romani

Siamo alla fine della preistoria e anche della protostoria. Con l’invenzione della scrittura arriva il primo best-seller della storia Gallo-Romana. I Commentarii de Bello Gallico di Cesare Giulio. E meno male che c’é stato Giulio Cesare ha scrivere sette libri sulla Gallia che ci permette di conoscere oltre alla storia della conquista Romana dell’Armorica, anche usi e costumi dei popoli presenti in quel periodo.

« Peuples celtes en armorique » par Foxpry — Travail personnel. Sous licence CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
« Peuples celtes en armorique » par Foxpry — Travail personnel. Sous licence CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

La battaglia di Vannes del -56

Siamo nel 56 Avanti Cristo tutta la Gallia é occupata….tutta tutta ecc. L’Armorica é abitata da popoli galli che si sono sistemati più o meno nelle zone che saranno riprese dai dipartimenti creati alla Rivoluzione Francese. Hanno un’economia fiorente, battono moneta e commerciano anche con la Grande Bretagna. Un’armata di Giulio Cesare arriva in conquista e ottiene in un primo tempo la sottomissione di tutti gli Armoricani senza sparare nemmeno un colpo, solo portandosi con se qualche dignitario di ogni popolo come ostaggio. Poi si accampa nella zona dei futuri Castelli della Loira per passare l’inverno. L’inverno é duro e i viveri scarseggiano, il generale dei Romani si chiama Crassus e manda degli emissari agli Armoricani per esigere grano e tributi. I Venèti, della zona di Vannes, non solo rifiutano i tributi ma hanno la bella idea di trattenere gli emissari per domandare che Crassus liberi i dignitari ostaggi. È la rivolta di tutta l’Armonica contro Giulio Cesare e Roma. I Venèti (per non indurre in errore il lettore, ho messo un accento tonico per differenziarli agli abitanti della regione del nord-Italia) sono il popolo più ricco grazie al monopolio del commercio dello stagno, sono ottimi marinai atlantici e posseggono una flotta di 200 navi a vela robuste e resistenti.

« Navire venete 2 » par Barbetorte — Travail personnel. Sous licence CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons
« Navire venete 2 » par Barbetorte — Travail personnel. Sous licence CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

Cesare capisce che per battere i Venèti deve batterli anche sul piano marittimo, fa costruire una flotta di cento galere sull’estuario della Loira e poi parte a sistemarsi su un promontorio sulla penisola di Rhuys con l’armata, per guardarsi la battaglia. Cesare parte perdente, le navi  dei Venèti sono più possenti e adatte all’atlantico, le galere Romane sono più piccole, inferiori in numero e non hanno neanche le vele, vanno solo a remi (!). Infatti la battaglia comincia male per Roma, le galere romane si tengono a rispettosa distanza dagli antenati di Eric Tabarly e mentre Giulio comincia a pensare che sarà dura e che forse dovrà lasciare tutta la Gallia ai bellicosi Venèti, un evento inatteso quanto improbabile per la Bretagna, si produce: Il vento si calma ed il mare diventa piatto! Le galere romane a remi possono manovrare intorno alle grosse navi a vela disperatamente immobili, e prendendole a una una vincono la battaglia. La guerra, sarà vinta quattro anni dopo a Alesia e il futuro Romano dell’Armorica é scritto per 400 anni.

La pax Romana

L’impero Romano, dopo la conquista bellicosa dell’Armorica, cambia strategia e ne adotta una basata su una integrazione pacifica. Definisce un ricca rete locale di prefetti, costruisce strade, città, contribuisce in questo modo allo sviluppo economico dei primi 200 anni dell’impero Gallo-Romano. Ancora oggi la rete stradale ricalca quella definita in questo periodo con tre assi principali più le strade di collegamento interne:
-da Condate (Rennes) a Vorgium (Carahix) fino al porto di Gesocribate (Brest?) passando dal Centro della penisola.
-da Condevicnum (Nantes) a Civitas Aquilonia (Quimper) passando sulla costa sud a Darioritum (Vannes)
-da Candate (Rennes) a Fanum Martis (Corseul vicino a Dinan, capitale dei Corsioliti), a Morlaix fino al Capo Finis Terrae (Pointe de Saint Mathieu o Le Conquet?)
Costruendo strade e città, i Gallo-Romani dell’Armorica, vivono in pace romana per 200 anni, poi le cose si complicano.

Alla fine del 3° secolo l’Armonica soffre del periodo caotico dell’Impero delle Gallie, Condate l’odierna Rennes passa da 100 à 9 ettari richiudendosi all’interno di mura massicce per difendersi dalle bande di pirati. Diocleziano riesce a rimettere un po’ di ordine in tutto l’Impero ma trattasi di una parentesi, da li a poco le invasioni barbariche decretano la fine dell’Impero d’Occidente. È la fine dell’Armorica gallo-romana e l’inizio della Bretagna come vedremo nel prossimo articolo.

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2 pensieri riguardo “Storia della Bretagna raccontata da un profano – 1° parte: dalla preistoria fino ai Gallo-Romani

  • bellissimo articolo…ma gli altri due??

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  • Ti ringrazio per quest’articolo davvero interessante e divertente.
    È molto utile per la ricerca che sto facendo su questa meravigliosa e sorprendente regione.
    Spero pubblicherai presto la seconda e la terza parte.

    Rispondi

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