Finisterre – Un Italiano in Bretagna

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Danze bretoni in Italia – La storia di Marco Celeghin e dei Danserien bro Turin

La bretonite, la dolce malattia che qui ci ha contagiati tutti, talvolta assume forme inaspettate. E’  proprio per la bretonite che mi sono ritrovata a pensare in una serata lombarda di fine estate a un fest noz tenutosi qualche settimana prima, durante il quale non avevo avuto il coraggio di unirmi alla danza, intimorita da quei passi apparentemente così semplici, ma a me totalmente sconosciuti. “Sarebbe bello trovare in Italia un posto dove si possano imparare le bretoni!”, mi trovo ad esclamare quasi stupita dalle mie stesse parole.

Qualche settimana più tardi mi sono effettivamente avvicinata alle danze bretoni, ma questa è un’altra storia che vi racconterò prossimamente, e questo motivo è stato anche l’occasione per scoprire su internet che tanti italiani hanno avuto il coraggio di approcciarle, talvolta riscuotendo enorme successo.

La prima interessantissima iniziativa che voglio raccontarvi nasce in Piemonte grazie alla carismatica figura di Marco Celeghin e sua moglie Tiziana, che sono stati molto cortesi nel raccontarmi con entusiasmo l’avventura dei Danserien bro Turin. Questo progetto, durato un decennio,  trae le sue origini da un’altra realtà, denominata “Kelc’h Deuit e Barzh”, nata nel settembre del 2008. Marco, che di entrambe le realtà è stato il meneur, ossia colui che conduce le danze, è da sempre appassionato di danze popolari della tradizione europea e, anche se nella vita fa tutt’altro, ha un curriculum coreutico davvero d’eccezione. Dopo i primi approcci con le danze tradizionali, tra le quali le irlandesi, nel 2001 Marco scopre l’amore per la Bretagna, la sua cultura e le sue danze, approfondendone e studiandone la varietà, le differenze e le somiglianze presenti nelle varie zone geografiche. Marco mi ha spiegato che è rarissimo trovare una regione così ricca di danze. Ero a conoscenza del fatto che il patrimonio culturale delle danze bretoni fosse immenso, ma non avrei mai immaginato che ve ne fossero più di trecento! Questo è un vero e proprio record in Europa!

Ma torniamo a Marco e al suo viaggio in Bretagna. Innamoratosi di questi luoghi, che gli sembrano in qualche modo familiari e già visti, se non addirittura già vissuti, delle leggende del ciclo arturiano, del quale è grande appassionato, della musica e della danza, Marco torna in Bretagna numerose volte, partecipando a svariati festoù-noz e festival. 

Approfondisce le sue conoscenze viaggiando per la regione in lungo e in largo, con l’intento preciso di apprendere le danze tipiche di ogni zona che visita, riconoscendo le differenze e le affinità, e divenendo esperto della maggior parte dei balli danzati in Bretagna.

Durante questo percorso Marco ha avuto tra i suoi maestri alcuni dei danzatori più importanti della scena bretone a livello europeo, tra i quali, solo per citarne alcuni, il compianto Yves Leblanc, Ronan Autret e Jakez LeQuenven.

Un episodio degno di nota accade ad agosto 2003 a Bourbriac, in Cotes d’Armor, quando decide di partecipare (unico italiano in gara in mezzo a 200 bretoni!) a un concorso di danza nella categoria plinn. Marco si mescola a loro, pranzandoci insieme, e si immerge in questa realtà di campagna, arrivando a sentirsi parte di questa cultura e tradizione come mai prima. Nessuno si accorge che lui è italiano e nel concorso arriva addirittura tra i finalisti di categoria!

Festival e concorsi però non finiscono qui.

Marco frequenta infatti altri eventi quali il festival Interceltique di Lorient, nel 2001 e 2010, il festival de la Danse Bretonne di Guingamp, nel 2003 e 2010, il Festival de Cornouaille di Quimper nel 2010, il Festival Kann al Loar a Landerneau nel 2015. 

A luglio 2015 partecipa anche al Concours Keff, al Concours Gavotte de Plouarzel e al Festival Kann di Loard di Landerneau.

Pensate che, quando Marco è in Bretagna, gli capita molto spesso ricevere complimenti da parte di bretoni, per le capacità sue e del suo gruppo. Talvolta, sempre in Bretagna, gli è addirittura capitato di essere l’unico o tra i pochi in grado di ballare una determinata danza, tanto da essere “imitato” dai bretoni. Spesso infatti i locali conoscono le danza del proprio paese ma sono digiuni di danze di zone limitrofe. Immagino che, da italiano, essere copiato da bretoni, lo abbia giustamente fatto sentire orgoglioso del proprio lavoro, oltre che parte del patrimonio e della cultura bretone che lui stesso dice di adorare.

Un curriculum degno di nota come questo deve essere valorizzato e Marco decide di condividere la sua conoscenza con gli altri. La primissima esperienza si concretizza nella stagione 2008-2009 durante la quale a Torino viene tenuto il primo corso di avviamento alla danza bretone. Alla fine del corso vi sarà la prima esibizione del gruppo  Kel’c Deuit e Barzh, che vedrà la partecipazione di ben diciotto danzatori. 

L’entusiasmo del gruppo e il numero di partecipanti fanno sì che l’esperienza si trasformi, negli anni che vanno dal 2008 al 2011, in una sorta di laboratorio “democratico” danzante  permanente, che si è posto l’intento di perfezionare e arricchire il repertorio del gruppo. Tra il 2011 e il 2012 viene lanciata l’iniziativa “Balliamoci le bretoni”, serate con musica dal vivo nel corso delle quali viene svolta attività di avvicinamento alla danza per neofiti. Tale attività è stata resa possibile anche grazie alla collaborazione di alcuni gruppi musicali presenti nel territorio piemontese, quali i Brevenna e i Dilune.

Nel 2012, a quattro anni dalla nascita del primo gruppo, anche a causa di un profondo rinnovamento, il cerchio di danza bretone Kelc’h Deuit e Barzh, diventa il gruppo Danserien Bro Turin, traducibile in “i danzatori della zona di Torino”. Meneur del gruppo è ovviamente sempre Marco, che giunge a proporre coreografie originali ideate da lui, oltre alle tradizionali danze bretoni. I Danserien Bro Turin si esibiranno per la prima volta il 9 marzo 2013 e, da quel momento, parteciperanno a svariate dimostrazioni e animazioni a Torino e nella provincia.

La danza è stata galeotta per Marco e per Tiziana che, iniziando a danzare insieme, si sono poi innamorati perdutamente l’uno dell’altro. E’ facile constatare che le premesse per questo amore c’erano proprio tutte! Tiziana infatti è da sempre una grande appassionata di danze, così come buona parte della sua famiglia. Dopo aver avuto esperienze con la danza classica e la danza jazz, dopo alcune pause dovute a motivi di studio e di lavoro, si avvicina alle danze folk e, anche grazie a Marco, approfondisce e padroneggia le danze bretoni. Preziosissimo è anche il suo aiuto nell’organizzazione dei corsi, degli spettacoli, degli spostamenti del gruppo, dei costumi. Marco e Tiziana si trovano infatti a condividere, come ci tengono ad affermare in maniera molto “democratica”, con un gruppo di appassionati il loro amore per le danze e, dopo l’insegnamento, arriva il momento degli spettacoli. Il laboratorio permanente durerà fino al 2018, anno in cui l’esperienza verrà temporaneamente sospesa.

L’avventura dei Danserien bro Turin è infatti attualmente in pausa. L’amore tra Marco e Tiziana li ha portati a diventare genitori del piccolo Francesco, e altri impegni hanno preso temporaneamente posto nella loro quotidianità. Marco mantiene vivo il desiderio di divulgare e occuparsi di danze folk, non solo bretoni grazie a una mailing list alla quale potete partecipare tutti. Essa viene aggiornata settimanalmente con costanza e dedizione (https://folkalendario.altervista.org/).

Marco e Tiziana si augurano che molti appassionati di Bretagna e di turismo bretone includano nei loro interessi anche il ricco panorama delle danze bretoni. Personalmente sono rimasta davvero affascinata da Marco e da Tiziana, dalla loro storia e dalle loro avventure temporaneamente, si spera, in sospeso. Dal canto mio mi sono già prenotata per delle lezioni! Volete unirvi a me?

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